Durante la sua permanenza in Brasile, il professor Stefano Mancuso ha partecipato a una serie di incontri promossi dall’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo. Tra questi, c’è stato un incontro organizzato in collaborazione con il Centro Internazionale di Ricerca Atopos dell’USP, che ha riunito rappresentanti di popoli indigeni del movimento Escolas Vivas attorno a un tema centrale nell’opera dello scienziato italiano: l’intelligenza e la capacità comunicativa delle piante.
L’incontro si è svolto il 5 giugno presso l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo e ha visto la partecipazione di Cristine Takuá, del popolo Guarani Mbya; Carlos Papá Mirim Poty, del popolo Guarani Mbya; Sueli Maxakali, del popolo Tikmũ’ũn (Maxakali); Thaís Desana, del popolo Desana (Umuri Mahsã); e Isael Maxakali, del popolo Maxakali. Gli ospiti fanno parte del movimento Escolas Vivas, un’iniziativa che sostiene il rafforzamento e la trasmissione dei saperi tradizionali in cinque territori indigeni: la Escola Viva Maxakali (Apne Ixkot Hãmhipak – Villaggio Scuola Foresta), la Escola Viva Guarani Mbya (Arandu Porã), la Escola Viva Baniwa (Madzerokai – Casa delle Conoscenze Ancestrali), la Escola Viva Huni Kuĩ (Shubu Hiwea) e la Escola Viva Tukano-Desana-Tuyuka (Bahserikowi – Centro di Medicina Indigena). I rappresentanti indigeni si trovavano a San Paolo per partecipare all’inaugurazione della mostra Viva Viva Escola Viva, realizzata dall’Istituto Tomie Ohtake in collaborazione con l’Associazione Selvagem, che presenta opere e conoscenze sviluppate nell’ambito delle Escolas Vivas.
La conversazione ha evidenziato le affinità tra i saperi ancestrali dei popoli originari e le ricerche sviluppate da Mancuso, che da decenni studia le forme di percezione, interazione e adattamento dei vegetali.
Per molti popoli indigeni, le piante sono entità viventi e agenti attivi nella costruzione delle relazioni tra gli esseri. In dialogo con queste prospettive, Stefano Mancuso ha sottolineato la convergenza tra tali visioni e i risultati delle sue ricerche, secondo cui le piante dimostrano complesse capacità di comunicazione, apprendimento, memoria e risoluzione dei problemi.
L’incontro è stato moderato da Massimo Di Felice, direttore del Centro Internazionale di Ricerca Atopos e professore dell’USP, e da Eliete da Silva Pereira, ricercatrice di Atopos e coautrice, insieme a Di Felice, del libro Reti ed ecologie comunicative indigene.
In quell’occasione, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, Lillo Guarneri, ha sottolineato l’importanza di avvicinare la cultura e la scienza italiane ai saperi ancestrali dei popoli originari, promuovendo un dialogo fondato sull’ascolto, sul rispetto reciproco e sull’apprendimento condiviso.
L’iniziativa riafferma l’impegno dell’Istituto nella promozione di incontri capaci di costruire ponti tra diverse forme di conoscenza, rafforzando lo scambio culturale e scientifico tra Italia e Brasile.
Foto dell’incontro in Istituto: Sara De Santis